Il Megafono

Liberale, liberista e libertario

Mag-14-2008

Vota e fai votare

Posted by Domenico under Senza categoria

Gli amici di LibMagazine mi hanno comunicato che il Megafono.net è candidato nientepopodimenoche al titolo di blog del mese di maggio. Ringrazio e, ripetedendo ad libitum "Troppo onore!", arrossisco timidamente. Non sono un tipo molto competitivo. Ma visto che ormai siamo in ballo, se vi va di votare per il Megafono.net fatelo pure qui. Giuro che non mi offendo.

Mag-13-2008

Osservatorio sul governo

Posted by Domenico under Senza categoria

Il quarto governo Berlusconi è da pochissimi giorni nel pieno delle sue funzioni. Dopo la vittoria larga alle ultime elezioni, il Cavaliere ha voluto formare un esecutivo di fiducia, con uomini a lui vicini, in modo tale da non dover perder tempo in continue ed estenuanti mediazioni. Ventuno ministri (12 con portafoglio e 9 senza), 38 sottosegretari. E’ il governo più "snello" della storia repubblicana. Da oggi monitorerò periodicamente l’attività dei 21 ministri e del presidente del Consiglio, attraverso un voto (metodo sempliciotto ma sempre efficace) e una breve analisi sul loro operato. Ovviamente questa prima "puntata" dell’Osservatorio sul governo del Megafono ha pochi elementi pratici su cui basarsi. Però i neoministri non sono certo venuti dalla Luna pochi giorni fa. Hanno già fatto politica, sono noti, così come sono note le loro posizioni. Cominciamo con Berlusconi e i 12 apostoli… ehm… ministri con portafoglio. Buona lettura.


Silvio Berlusconi
Presidente del Consiglio
Voto 7
Il Cav. è cambiato. Oppure vuole farcelo credere. Più misurato, meno showman del solito, Berlusconi ha capito che è la sua ultima occasione e vuole rimanere a tutti i costi nella storia del nostro Paese. Anche il clima nei suoi confronti è cambiato. Il dialogo veltroniano ha giovato più a lui che al suo ideatore e ora Silvio IV da Arcore vuole dimostrare di non essere un demonio intrallazzone. Se riuscirà nel suo intento sarà un bene per il Paese. In caso contrario… avanti il prossimo!

Roberto Maroni
Ministro dell’Interno
Voto 6
Sarò anche prevenuto ma sinceramente vedere un leghista al Viminale mi fa un po’ rabbrividire. Che si tratti del leghista meno imbarazzate cambia poco. Vivo nel terrore di un’invasione del Viminale da parte di una moltitudine incazzata di esserini verdi. Un po’ come le cavallette in Egitto. Ma almeno quelle non parlavano bergamasco. Sei di incoraggiamento, sperando di non dover cambiare idea quanto prima.

Franco Frattini
Ministro degli Esteri
Voto 6,5
L’eterno enfant prodige sembra poter finalmente spiccare il volo. Per alcuni è un politico sottovalutato, per altri un uomo furbo che sa come muoversi. Gli anni a Bruxelles potrebbero aver accentuato la sua indole da burocrate fumoso. Ma Berlusconi si fida di lui. E noi, tendenzialmente, pure. Staremo a vedere.

Maurizio Sacconi
Ministro del Welfare
Voto 7,5
Abituati come siamo alla politica spettacolo, un ministro come Sacconi rischia di apparire scialbo e inconsistente. L’aria da placido impiegato del catasto non giova certo alla sua immagine, ma la competenza e la serietà ne fanno, almeno per quanto mi riguarda, il miglior ministro (almeno potenzialmente) di questo governo. Ha detto che continuerà il lavoro di Marco Biagi. Speriamo che Scajola non lo reputi un rompicoglioni.

Angelino Alfano
Ministro della Giustizia
Voto 4
Con questo nome da piccola peste e il viso da chi ne sa una più del Diavolo, Angelino sbarca a via Arenula tra la diffidenza generale. Esperienza nel settore: nessuna. Prestigio politico: nessuno. Ma è un berlusconiano di ferro, e il Cav. stavolta non vuole rischiare passi falsi. Voto basso ma ci piacerebbe cambiare idea. Per adesso, comunque, è il vero ministro ombra. L’ombra di chi? Indovinate un po’…

Giulio Tremonti
Ministro dell’Economia
Voto 5
Rieccolo. Il professorino dalla erre moscia si riprende il suo giocattolo di via XX settembre ed è più agguerrito che mai. Continuare a definirlo liberista sarebbe una stronzata colossale. Tremonti vuole i dazi doganali, critica il non meglio identificato "mercatismo", scrive libri dal titolo papale ("La paura e la speranza"). "Chi siete? Cosa volete? Cosa portate? Un fiorino!"

Claudio Scajola
Ministro dello Sviluppo Economico
Voto 5,5
Il vero "rieccolo" della Seconda Repubblica è lui. Ottimo organizzatore, meno efficace come ministro. Ministo dell’Interno nei giorni del G8 di Genova, dopo aver definito Marco Biagi "un rompicoglioni" il buon Claudio si era eclissato per poi ricicciare come ministro per l’Attuazione del Programma (un Santagata qualsiasi, insomma). E ora, anni dopo, torna in un ruolo che pesa. Vedremo.

Mariastella Gelmini
Ministro dell’Istruzione
Voto 7
Sembra davvero una maestrina di scuola materna, o meglio ancora un’insegnante di catechismo. Con quel nome, poi. Ma la Gelmini potrebbe essere davvero la sorpresa di questo governo. Sembra sia preparata e capace e ha già detto due o tre cose niente male. Dopo Letizia Moratti, viale Trastevere ospita un’altra donna che si veste malissimo. Sarà una maledizione?

Ignazio La Russa
Ministro della Difesa
Voto 6,5
Finalmente il mefistofelico Ignazio ha avuto la sua meritatissima poltrona! Dopo decenni di battaglia in Parlamento, Fini premia il suo colonnello più fedele. E, ovviamente, il colonnello si occuperà delle truppe. Negli anni Settanta il filone erotico-comico-militare andava forte. La Russa, con trent’anni di ritardo, potrebbe rinverdire i fasti di Lino Banfi e Nadia Cassini. Scherzi a parte, Ignazio ci piace e siamo certi che, tra una festa vip e l’altra, troverà il tempo per essere un ottimo ministro.

Luca Zaia
Ministro delle Politiche Agricole e Forestali
Voto 3
Oh Signore, ma chi è? Faccia da contadinotto della Bassa, abbigliamento imbarazzante da vaccaro, Luca Zaia fa il suo ingresso nella politica che conta interpretando il ruolo dell’agricoltore nordico. Non sappiamo molto di lui e, detto in maniera chiara, avremmo preferito non sapere nemmeno che esisteva.

Stefania Prestigiacomo
Ministro dell’Ambiente
Voto 7
E’ una delle nostre preferite. E non perché è bella, sia chiaro. Stefania Prestigiacomo è un ottimo politico in un corpo di indossatrice, e il problema è tutto lì. Sottovalutata, sfottuta, infangata da pettegolezzi di bassissima lega, negli ultimi anni hanno provato in tutti i modi a stroncarle la carriera. Ma lei, mai doma, è ancora lì, tra una crisi di pianto in consiglio dei ministri e un coraggioso endorsement pro-Micciché contro l’imbarazzante duo Cuffaro-Lombardo. E’ la donna, a quanto pare, delle battaglie perse (quote rosa, legge 40, candidature in Sicilia) ma come le combatte lei non le combatte nessuno. Vai Stefi!

Altero Matteoli
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Voto 5
Sembra sempre incazzato, il buon Altero. Non ride mai, ogni volta dà l’impressione di aver avuto una pessima giornata. E poi, diciamocelo, non ha una dialettica notevole. Ogni suo discorso, magari condivisibile nei contenuti, arranca tra lapsus e incartamenti. Dopo essersi occupato per anni di Ambiente (a che titolo non si è mai saputo) viene promosso sul campo e si occuperà di autostrade, tav, tunnel e ponti. A conferma che con l’ambiente, il toscano nero, non c’entrava una mazza.

Sandro Bondi
Ministro dei Beni e Attività Culturali
Voto non classificato
Dulcis in fundo, ecco don Sandro. Il curato di campagna, il poeta, l’animo gentile innamorato del Cav., l’ex comunista ora pio e fervente cattolico, è diventato nientepopodimenoche ministro della Cultura. Lo attende un compito quasi impossibile: convincere l’intellighentsia di sinistra che Berlusconi è buono e non ce l’ha con nessuno. Poi penserà al cinema, ai monumenti e a tutto il resto. Però ho il terrore di assistere al Festival del Cinema Religioso oppure, che ne so, alla Rassegna di Poesia Berlusconiana. Brrr.

Mag-12-2008

Il terrorismo giudiziario di Travaglio & Co.

Posted by Domenico under Senza categoria

Non ci si può assentare per un week-end, causa questioni ben più importanti, che subito Marco Travaglio piazza la sua solita bomba. L’attacco lanciato contro il presidente del Senato Schifani è di quelli che non ti aspetti, neppure dal fastidioso moralizzatore torinese. Piuttosto prevedibile, invece, è la sede scelta. Che tempo che fa è un programma che rispecchia alla perfezione il modo di essere e di comportarsi di Fabio Fazio: fintamente buono ed ecumenico, pungente ma sempre attento a non scontentare nessuno, aperto al dialogo ma di fatto fazioso e unidirezionale. La coppia Travaglio-Fazio, dunque, sperava forse di passarla liscia approfittando della tribuna scelta ad hoc. Ma affermazioni come quelle del giornalista non possono e non devono passare sotto silenzio. Bene ha fatto la politica a ribellarsi, benissimo ha fatto Anna Finocchiaro a condannare senza possibilità di interpretazioni. L’unica eccezione sembra essere rappresentata, e non è una sorpresa, dall’Italia dei Valori, sempre molto sensibile al sensazionalismo giustizialista che ha in Travaglio il suo profeta e in Di Pietro il suo braccio "armato". Il "terrorismo giudiziario" di cui è vittima questo Paese è sempre più evidente e non serve pensare a Schifani, Dell’Utri o Berlusconi per rendersene conto. Basta guardare cosa succede a tanta gente onesta che popola le patrie galere o le aule di tribunale solo perché diversa da chi indaga e da chi fa tintinnare le manette: politica, interessi economici, precisi disegni ideologici. I motivi sono tanti e da anni si cerca una soluzione. Ma quando si allude a frequentazioni mafiose della seconda carica dello Stato, allora no, non si può alzare le spalle e far finta di nulla, occorre fermarsi a riflettere. E soprattutto porre rimedio prima che sia davvero troppo tardi.

Apr-28-2008

Più ‘ndrangheta che mafia

Posted by Domenico under Senza categoria

Provate a chiedere a qualsiasi vostro conoscente qual è l’organizzazione criminale più potente d’Italia. Nove su dieci risponderanno senza indugio: Cosa Nostra. Già, questa è l’opinione comune nel nostro Paese, questa è la convinzione di gran parte della popolazione italiana. E invece no, non è così. L’organizzazione criminale più potente d’Italia è la ‘ndrangheta calabrese, che da anni ha superato, per giro d’affari, radicamento territoriale e collegamenti internazionali, i “colleghi” siciliani. [continua su LibMagazine]

Apr-28-2008

Uh mamma mia!

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Apr-26-2008

CON TUTTA LA VOCE CHE ABBIAMO!

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Apr-24-2008

Calabria Libera

Posted by Domenico under Senza categoria

Con colpevole ritardo ho fatto il mio ingresso in Facebook. Una delle prime cose che ho ritenuto giusto fare è stato creare un gruppo di discussione denominato "Calabria libera dalla ‘Ndrangheta". L’ho fatto da calabrese, da cittadino onesto, da giovane che non sopporta più la lenta e inarrestabile agonia di una delle regioni più belle d’Italia. 

Per questo chiedo ai miei (pochi) lettori di entrare nel gruppo, anche se non calabresi, per testimoniare l’attenzione che merita un problema enorme e drammatico come quello della ‘ndrangheta.

A dimostrazione che i duelli televisivi, se vivaci e non ingessati da regole ridicole, servono eccome, ieri sera Francesco Rutelli e Gianni Alemanno (mica De Gasperi e Almirante) hanno dato vita a un confronto molto interessante. Il pubblico a casa, dunque, ha potuto conoscere punti di vista, limiti, proposte, progetti per il futuro di Roma. Persino Giovanni Floris ha svolto bene il compito che gli era stato assegnato: poco spazio alla faziosità, molto ai due politici. 

Chi ci legge sa che da queste parti, se fossimo cittadini romani, non voteremmo né per l’uno né per l’altro, perché distanti entrambi anni luce dal nostro modo di intendere la vita e la politica. Proprio per questo, dunque, possiamo lanciarci in un bilancio dell’incontro-scontro. Gianni Alemanno, che di certo non ha nella comunicativa il suo punto di forza, è stato comunque molto efficace, riuscendo, a nostro avviso, ad aggiudicarsi nettamente il match. In fondo l’esponente di An non ha fatto altro che ricordare i danni degli otto anni della Roma rutelliana e dei sette di quella veltroniana, dando conto delle promesse non mantenute, degli impegni disattesi, dei peggioramenti evidenti nella vita quotidiana della Capitale. Dall’altro lato c’era il solito Rutelli: aggressivo, non adatto al confronto, spocchioso e tremendamente democristiano (o veltroniano, tanto ormai sono sinonimi).

Poiché stimiamo molto i cittadini, non crediamo che un semplice dibattito di un’ora e mezza possa incidere significativamente sul risultato elettorale. Ma il tutto ha comunque aiutato i romani (e non solo) a rendersi conto della palese fine di un’epoca: quella della Roma adagiata su se stessa, delle manifestazioni di piazza, del panem (poco) et circenses (troppi), dei tappeti rossi e dei divi hollywoodiani, del disagio delle periferie. Non crediamo, e come potremmo?, che Gianni Alemanno sia l’uomo migliore per fare il sindaco di Roma. Ma dopo quindici anni di malgoverno mascherato da grandeur non sarebbe forse il caso di provare a cambiare?

Apr-22-2008

Compagni di volo

Posted by Domenico under Senza categoria

Ma Silvio Berlusconi è davvero sicuro di voler consegnare l’Alitalia ai russi di Aeroflot? Non è un dubbio economico, politico, strategico. E’ semplicemente il frutto di una scoperta agghiacciante. Avete presente il logo della compagnia aerea russa? Bene, io fino a stamattina non lo conoscevo. Poi l’ho visto e sono rimasto di sasso. Eccolo.

Sì, esattamente. Proprio in basso a sinistra. Avete notato anche voi il simbolo glorioso di questa compagnia? Falce e martello: una nemesi, un contrappasso, per l’uomo italiano che ha visto i fantasmi del comunismo fino all’altroieri. Non c’è dubbio che si tratti di coincidenza gustosa, un particolare senza significato che però ci fa capire, forse, che in Russia c’è ancora molto da fare. Alla faccia dell’amico Putin.

Apr-21-2008

Giuliano

Posted by Domenico under Senza categoria

Sbigottito e divertito dalle intemperanze mie e sue durante una fumosa partita di Risiko. E’ così che ricorderò Giuliano Gennaio. Un ricordo non professionale, lontano dalle sue mille attività instancabili. Semplicemente il ricordo di una serata divertentissima, durante la quale avevamo parlato di politica, cinema, di cose serie e di cazzate, dimenticando ben presto il Risiko e i ripetuti attacchi alla Kamchatka. E oggi Giuliano non c’è più. E’ morto. All’improvviso.

Ci mancherai.