Il Megafono

Liberale, liberista e libertario

Archive for Febbraio, 2007

Feb-27-2007

E tu, di che centrodestra sei?

Posted by Domenico under Senza categoria

Sul sito
del Domenicale non c’è, forse per mancanza di coraggio. Ma da questo momento
l’articolo violentemente omofobo di Claudio Risé è disponibile su GayNews, il sito di
informazione di Franco Grillini. Così anche quelli che non leggono il
Domenicale (ovviamente quasi tutti) potranno comprendere la gravità di un
articolo intollerante e bigotto, intriso di pregiudizi e di ridicole teorie
scientifiche. Ma di questo abbiamo già parlato. Ora voglio rivolgermi a quei
laici di centrodestra (e sono tanti) che non sono vittima del pregiudizio
omofobo. Di che centrodestra siete? Quello di Risé e Crespi? Volete tornare
indietro ridando spazio alle posizioni più becere e oscurantiste? O siete di
quel centrodestra moderno, nuovo, laico, VERAMENTE liberale che vuole
affrontare le nuove sfide della modernità senza pregiudizi? Mi rivolgo ad amici
come Inyqua, Cantor, Daw, Jimmomo, 1972, L‘Eretico, FreedomLand, Jinzo, e tutti
gli altri liberali con i quali ho condiviso molte battaglie. Aspetto una vostra
presa di posizione. Non dobbiamo arrenderci, soprattutto in questa delicata
fase in cui il neocentrismo sembra essere tornato in auge.

Feb-26-2007

Ma che ci faccio qui?

Posted by Domenico under Senza categoria

Ho appena
visto il nuovo numero del Domenicale e
mi è venuto il voltastomaco. E’ la cosa più volgare, rozza, retrograda e
intollerante che abbia mai visto in vita mia. Se questa è la cultura del
centrodestra allora io sto nel posto sbagliato. Ho capito che la politica
italiana non fa per me. Da questo momento mi autosospendo da elettore e
sostenitore del centrodestra. Frega poco a chi legge, ne sono consapevole. Ma
la mia dignità non mi permette più di sostenere un branco di incivili e
intolleranti uomini delle caverne. Divertitevi a fare politica alle spalle
della gente e fuori dal mondo in cui vivete, ma non lo farete più con il mio
sostegno. ECCO LO SCAMBIO DI MAIL CON
ANGELO CRESPI, DIRETTORE DEL DOMENICALE

Caro
Direttore, Le scrivo per esprimere tutto il mio disappunto in merito all’ultimo
numero del Domenicale. La volgarità e l’intolleranza che viene sprigionata da
quelle pagine mi offende come giornalista, come individuo e come liberale.
Nemmeno la più becera estrema destra è mai arrivata a tali abissi di
intolleranza e volgarità. Se questa è la cultura liberale di centrodestra siamo
davvero messi male. Cordialmente Domenico Naso

Caro Domenico
Naso, ritengo che lei si dispiaccia della nostra copertina, essendo le pagine
interne come al solito ben motivate. Se così fosse, le faccio notare che il
dipinto di copertina è di un pittore cinquecentesco, per cui trattasi di
citazione letteraria, e che il grottesco è registro usato fin dalle atellane in
epoca greca e poi romana. Non penso che sia espressione volgare né
intollerante, non penso leda l’individuo né a maggior ragione il liberale.

Caro
direttore, l’immagine di copertina, anche se fosse di Raffaello o del
Caravaggio, è stata comunque utilizzata in maniera volgare e intollerante. Il
pregio pittorico non sposta di una virgola la mia indignazione. E i contenuti
degli articoli non fanno altro che aumentare lo sdegno e lo stupore. Di sicuro c’è
solo che non acquisterò più il Domenicale, un settimanale che ritenevo di
elevato valore culturale e che si è dimostrato, invece, espressione della più
becera incultura clericofascista. Cordialmente Domenico Naso

Dopodiché
il silenzio… attendiamo ulteriori chiarimenti. Il numero in questione è pieno
di pregiudizi gravissimi. L’articolo di Claudio Risé, ad esempio, fa da
megafono alle ridicole tesi di Joseph Nicolosi, secondo cui l’omosessualità è
un "disturbo da cui si può guarire". Risé appoggia questa tesi e i
titolisti del Domenicale rimarcano con colpevole connivenza lo status di
"malattia" dell’omosessualità. E questi sarebbero i liberali
italiani? VERGOGNA!

Feb-26-2007

Ma che ci faccio qui?

Posted by Domenico under Senza categoria

Ho appena
visto il nuovo numero del Domenicale e
mi è venuto il voltastomaco. E’ la cosa più volgare, rozza, retrograda e
intollerante che abbia mai visto in vita mia. Se questa è la cultura del
centrodestra allora io sto nel posto sbagliato. Ho capito che la politica
italiana non fa per me. Da questo momento mi autosospendo da elettore e
sostenitore del centrodestra. Frega poco a chi legge, ne sono consapevole. Ma
la mia dignità non mi permette più di sostenere un branco di incivili e
intolleranti uomini delle caverne. Divertitevi a fare politica alle spalle
della gente e fuori dal mondo in cui vivete, ma non lo farete più con il mio
sostegno. ECCO LO SCAMBIO DI MAIL CON
ANGELO CRESPI, DIRETTORE DEL DOMENICALE

Caro
Direttore, Le scrivo per esprimere tutto il mio disappunto in merito all’ultimo
numero del Domenicale. La volgarità e l’intolleranza che viene sprigionata da
quelle pagine mi offende come giornalista, come individuo e come liberale.
Nemmeno la più becera estrema destra è mai arrivata a tali abissi di
intolleranza e volgarità. Se questa è la cultura liberale di centrodestra siamo
davvero messi male. Cordialmente Domenico Naso

Caro Domenico
Naso, ritengo che lei si dispiaccia della nostra copertina, essendo le pagine
interne come al solito ben motivate. Se così fosse, le faccio notare che il
dipinto di copertina è di un pittore cinquecentesco, per cui trattasi di
citazione letteraria, e che il grottesco è registro usato fin dalle atellane in
epoca greca e poi romana. Non penso che sia espressione volgare né
intollerante, non penso leda l’individuo né a maggior ragione il liberale.

Caro
direttore, l’immagine di copertina, anche se fosse di Raffaello o del
Caravaggio, è stata comunque utilizzata in maniera volgare e intollerante. Il
pregio pittorico non sposta di una virgola la mia indignazione. E i contenuti
degli articoli non fanno altro che aumentare lo sdegno e lo stupore. Di sicuro c’è
solo che non acquisterò più il Domenicale, un settimanale che ritenevo di
elevato valore culturale e che si è dimostrato, invece, espressione della più
becera incultura clericofascista. Cordialmente Domenico Naso

Dopodiché
il silenzio… attendiamo ulteriori chiarimenti. Il numero in questione è pieno
di pregiudizi gravissimi. L’articolo di Claudio Risé, ad esempio, fa da
megafono alle ridicole tesi di Joseph Nicolosi, secondo cui l’omosessualità è
un "disturbo da cui si può guarire". Risé appoggia questa tesi e i
titolisti del Domenicale rimarcano con colpevole connivenza lo status di
"malattia" dell’omosessualità. E questi sarebbero i liberali
italiani? VERGOGNA!

Feb-25-2007

Saturno contro, la vita in un film

Posted by Domenico under Senza categoria

usi lunghi
all’uscita dal cinema. Ma non erano di delusione o noia le espressioni degli
spettatori che avevano appena visto Saturno
contro
. Si trattava piuttosto di espressioni di triste
consapevolezza. Consapevolezza della vita, dei suoi dolori a volte atroci e insopportabili,
delle sue mille ripartenze, delle sfide vinte e perse con noi stessi, delle
diversità rispetto al modello omologante prestabilito. L’ultimo film di Ferzan
Ozpetek è tutto ciò e il regista turco regala al pubblico una pellicola corale
riuscitissima, un vero e proprio capolavoro del cinema italiano di questi anni.
Tutti bravissimi gli attori, a partire dagli splendidi Ennio Fantastichini e
Margherita Buy e via via fino a Pierfrancesco Favino e Stefano Accorsi.
Sorprendenti Ambra Angiolini e Luca Argentero. L’ex lolita di Non è la Rai e l’ex inquilino della
casa del GF hanno dimostrato che non tutto il trash viene per nuocere.
Dall’auricolore di Gianni Boncompagni e dal confessionale di rosso imbottito
sono spuntate due rivelazioni. Le lezioni di vita che Saturno contro regala travalicano
lo schermo e arrivano direttamente dalla sala. Succede, ad esempio, quando una
signora di mezza età ridacchia e si scandalizza di fronte ad un bacio
omosessuale oppure quando all’uscita un ragazzo sulla trentina commenta così:
"Ma ’sto film che ce vo’ fa’ capì? Che anche i froci piangono?". Ecco
allora che torni con la memoria al film appena visto, ti accorgi di quanto sia
insignificante la tanto temuta diversità,
focalizzi la tua attenzione sui veri problemi della vita, quelli che non
distinguono tra gay o etero, uomini o donne. Quelli colpiscono e ti affossano.
E poi devi reagire, devi ricominciare. Devi ripartire da zero tentando di
blandire quel dolore atroce. Il finale, che non svelo, lascia aperto un ottimistico
spiraglio di rinascita. Le vite dei protagonisti, che a un certo punto sembrano
essere andate definitivamente in frantumi, lasciano intravedere e intuire una
lenta ricostruzione. Quante volte ci siamo sentiti dire che "un film è un
film e la vita è tutta un’altra cosa"? Tante, forse troppe. Ebbene,
Saturno contro ci ha fatto capire che anche in un film ci può essere la normale
esistenza umana, con tutte le sue angoscianti problematiche.

Feb-19-2007

Yankee go home!

Posted by Domenico under Senza categoria

Bisogna
dare atto al popolo di Vicenza di averci sorpreso. Ci aspettavamo scontri e
disordini, almeno io me l’aspettavo. E invece niente. Manifestazione non
condivisibile ma gioiosa e pacifica. Democraticamente ineccepibile. Chapeau. Ma
i motivi della protesta non li accetto, non li capisco e non li condivido. Che
danni provoca l’ampliamento di una base americana che, tra l’altro, porta con
sé un indotto economico niente male? Ovvio, signori: si tratta di un lampante
caso di antiamericanismo, quel tarlo maledetto che in Italia (stima del prof.
Massimo Teodori) ha contagiato almeno il 50% delle persone. Quale governo poteva
essere testimone di un episodio di antiamericanismo del genere se non il più
cattocomunista della storia repubblicana? Non sono stati forse i comunisti e i
cattolici i maggiori esponenti dell’antiamericanismo in salsa italica? Quindi
non ci stupiamo se il signor Prodi già sta pensando a spostare
la base americana in altro loco
. Ripetiamo: bravi i manifestanti,
comportamento ineccepibile. Ma le loro ragioni, quelle no, non possiamo
condividerle.

Feb-13-2007

Ombre rosse

Posted by Domenico under Senza categoria

Sbaglierò,
sarò il solito catastrofista emotivo, ma ho paura che possano tornare in Italia
gli anni di piombo. Le ennesime nuove BR sgominate dalla polizia mi hanno fatto
temere un rigurgito di lotta armata spinta assurdamente dagli stessi motivi
ideologici di trent’anni fa. Il caso ha voluto che tutto questo succedesse
mentre io sto studiando (per mestiere e per passione) gli anni che vanno dal
‘68 alla fine dei ‘70. Sto scoprendo cose raccapricianti. Sembrano storie
accadute non in un paese democratico come l’Italia ma in qualche altopiano
andino o foresta sudamericana. Eppure non è passato così tanto tempo. Parliamo di
meno di trent’anni, di una generazione fa. Un uomo navigato che di politica ne
capisce molto ha detto una frase che mi sembra calzante: "Quando al
governo c’è la destra i sindacati creano tensione sociale, quando a governare è
la sinistra si risvegliano i terroristi". Temo sia vero. E le ombre rosse
si avvicinano sempre di più.

Gli amici
di centrodestra che deridono gli allarmi degli esperti sui cambiamenti
climatici mi fanno un po’ di tenerezza. In nome del progresso a tutti i costi
rischiano di sottovalutare un problema sreissimo per il futuro del pianeta. Ho
sentito cose assurde: "Ma tanto io tra 100 anni nemmeno ci sarò, perché
dovrei preoccuparmi?", "Sono i soliti allarmismi delle zecche
ambientaliste" oppure "Preferisco 10 fabbriche in più e un SUV in
garage che un’aria più pulita". La voglia ossessiva e maniacale di ostentare
il loro credo liberista (che è anche il mio, ma in maniera diversa) rischia di
confondermi. Mi chiedo: ma il liberalismo (e quindi anche la sua declinazione
liberista in economia) non ha forse l’obiettivo ultimo di accrescere i diritti
individuali? E se sì, tra i diritti individuali non c’è forse anche quello di
vivere in un mondo pulito, di respirare aria sana e di non rischiare tumori e
catastrofi ambientali? Mi aspetto una risposta dai miei amici liberali e
conservatori. Perché l’odio ideologico che tutti (me compreso) abbiamo
alimentato negli ultimi anni, sta rischiando di farci abbandonare battaglie
sacrosante che potrebbero essere patrimonio di tutti (ovviamente con metodi
personali e magari diversi da alcune derive di segno opposto). Abbiamo
abbandonato il pacifismo nelle mani di chi spacca le vetrine e incendia le
automobili solo perché pensavamo che non fosse abbastanza "de
destra", abbiamo abbandonato i diritti civili e le libertà individuali
perché è roba da froci, radicali e comunisti, abbiamo scelto il tipo di religione
che più aderiva alle nostre posizioni politiche, dimenticandoci che il
Cristianesimo (correggetemi se sbaglio) è soprattutto la religione della
solidarietà, del rispetto nei confronti di chi sta peggio di noi e della
tolleranza. E ora abbandoniamo anche l’ambiente, magari perché l’odiato Al Gore
si sta spendendo in maniera convinta in queste battaglie. E quindi via con il
valzer delle stupidità: il surriscaldamento terrestre? Non è colpa dell’uomo,
c’è anche su Marte e Saturno… Come possono, persone intelligenti e colte,
dire cose del genere? Come possiamo negare l’impatto negativo delle azioni
umani sull’ecosistema? Come si può fingere di non sentire gli assordanti
campanelli d’allarme che giungono da un numero sempre più vasto di esperti?
Ergo, amici antiambientalisti di centrodestra, vi chiedo una cortesia. Anche io
non sopporto gli eccessi dell’ambientalismo ad oltranza che si tramuta spesso
in strumentalizzazione politica ma, per piacere, non fate un torto alla vostra
intelligenza e ammettete che l’umanità DEVE assolutamente darsi una regolata.
Il livello dei mari aumenta, così come la temperatura. Nell’atmosfera
l’anidride carbonica è sempre di più, i ghiacci si sciolgono e a gennaio siamo
costretti a camminare per strada in T-shirt. Cos’è questo? Non è forse un
problema da affrontare seriamente? Oppure avete più a cuore le sorti del vostro
adorato SUV parcheggiato in garage? Meditate gente, meditate.

Feb-10-2007

Il ritorno dei trogloditi padani

Posted by Domenico under Senza categoria

Vi
ricordate i miti esponenti leghisti (non tutti, ovviamente) che accantonavano
con nonchalance la secessione durante l’esaltante quinquennio al governo? Vi
ricordate Bossi che prometteva di non volere più l’indipendenza del Nord?
Ricordate i tempi (recenti) in cui gli unici due invasati leghisti sembravano
essere Borghezio e Calderoli? Ebbene, stavano scherzando. E noi che pensavamo
che i settententrionali fossero noiosi e senza ironia. Per cinque anni abbiamo
creduto che la Lega
si fosse finalmente "costituzionalizzata", ammorbidita, moderata. Ci
siamo illusi. Oggi è stato riaperto il Parlamento del Nord, con Maroni (un ex
ministro della Repubblica) eletto presidente dell’Assemblea. Bossi ha detto che
sono pronti a scendere a patti anche con il Diavolo (Prodi?) per il federalismo
o, in ultima ratio, per la secessione. Negli ultimi anni, pur non condividendo
quasi nulla delle battaglie leghiste, avevo apprezzato la fedeltà al
centrodestra (e a Berlusconi in particolare) di Bossi e compagni. Ma non basta,
non più. Mi aspettavo una "normalizzazione" leghista che non c’è
stata. Prendiamone atto e teniamone conto quando ci riempiamo la bocca di
discorsi sul "partito unico" o la "federazione". Ho sempre
detto di non voler morire democristiano e lo confermo. Ma preferirei non finire
i miei giorni in camicia verde.

Feb-9-2007

Ma DICO, siamo diventati matti?

Posted by Domenico under Senza categoria

La
montagna, come era nelle previsioni, ha partorito il topolino. La strana coppia
Bindi-Pollastrini (strana mica tanto, visto l’argomento in esame) ha finalmente
presentato il progetto di legge per il riconoscimento delle coppie di fatto.
Primo punto: non chiamateli più PACS ma DICO, nuovo acronimo dotato di
scarsissimo appeal comunicativo. Il cambiamento di nome si è reso necessario
per due motivi. Innanzitutto perché il termine PACS faceva venire l’orticaria a
teodem, baciapile, ruiniani, mastelliani e compagnia cantando; e poi perché i
DICO con i PACS non hanno nulla a che fare. Si tratta di un contentino scadente
e umiliante che il governo Prodi vuole far passare per qualcosa di
rivoluzionario. Lo definisco umiliante perché le coppie di fatto (etero o gay
che siano) legate da vincoli di amore reciproco sono equiparate a coppie di
fratelli ottuagenari rincoglioniti che decidono di vivere insieme gli ultimi
anni della loro vita. Sia chiaro, non penso che i diritti di queste persone non
vadano garantiti. Mi indigno, però, se queste situazioni vengono paragonate
alle coppie legate da vincoli di amore. E’ come se in una legge contro le
dipendenze si equiparassero cocaina e birra, eroina e limoncello. I DICO non
risolvono, dunque, il problema delle coppie di fatto eterosessuali e
omosessuali e non lo fanno per un semplice motivo: queste persone NON
otterranno pari dignità e diritti rispetto alle coppie legate da quel
maledettissimo totem perbenista e piccoloborghese che è il matrimonio. Sono
curioso, adesso, di vedere le reazioni del movimento GLBT italiano. Luxuria,
Grillini, De Simone, il circolo Mario Mieli, Imma Battaglia, l’ARCIGAY ecc.
ecc. (scusate ma non posso citare tutte le sigle e i rappresentanti dei gay
italiani, non basterebbero le pagine di Guerra e Pace) come si comporteranno
nei confronti del pastrocchio partorito dal loro governo amico? Sinceramente
spero che nessuno delle persone e dei gruppi che ho citato scenda a
compromessi. I gay italiani sono già stati umiliati troppe volte. Per una volta
alzatevi e reagite come si deve. Per tornare a 90°, amici, c’è sempre tempo.

Feb-7-2007

Il leader che non c’è più

Posted by Domenico under Senza categoria

Quando
Silvio Berlusconi fa il cascamorto con le stelline della televisione il fatto è
(cattivo gusto a parte) privato e solo la signora Lario ha il diritto di
incazzarsi. Quando Silvio Berlusconi, però, si produce nell’ennesima gaffe
sessista e omofoba durante un comizio pubblico, allora l’affare da privato
diventa pubblico e posso incazzarmi anche io. La frase incriminata è nota:
"I gay stanno tutti dall’altra parte". Il commento migliore è quello
di Pierluigi Mennitti, che in
poche righe riesce a cogliere il cuore del problema. Primo: non è vero e
Berlusconi lo sa. Secondo: non fa ridere. E aggiungo un terzo punto: anche se
fosse vero, ma non lo è, quale politico di alto livello in qualsiasi paese al
mondo, direbbe pubblicamente una cosa del genere? Nessuno, ne siamo certi. Ed
ecco allora che scatta la reazione indignata, anche se per la verità serpeggia
tra i veri liberali del centrodestra una certa forma di rassegnazione.
Berlusconi è un gaffeur. A volte ci fa ridere, altre proviamo vergogna per lui,
come in questo caso. Silvio, forse accecato dalla consapevolezza di essere un
trascinatore di folle, sta perdendo il contatto con la realtà. Moltissimi gay
sono elettori del centrodestra e di Forza Italia e delle due l’una: o
Berlusconi non ne è a conoscenza (e allora tutti i miliardi spesi in sondaggi e
analisi elettorali sono stati buttati alle ortiche) o lo sa e se ne infischia.
In entrambi i casi si tratta di un errore madornale sul piano politico e di
immagine. Ne viene fuori un Berlusconi omofobo, gaffeur non più simpatico ma
offensivo e volgare. E’ il Berlusconi degli ultimi tempi. O ci abituiamo e
soffriamo in silenzio o ci facciamo sentire e pretendiamo un leader rispettoso
ed educato. Molti hanno scelto la prima strada. Non io. Da segnalare la
solita genialata di Daw
sull’argomento. E’ un post ironico ma, ne siamo
certi, Daw si sarà anche un po’ incazzato…