Città del Messico, depenalizzato l’aborto tra proteste e scomuniche
Mentre in Italia uno
sparuto ma agguerrito gruppo di sinceri liberali e democratici si batte per il
riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, nella capitale messicana si
litiga e si protesta per qualcosa che da noi, almeno per ora, non è in
discussione: la depenalizzazione dell’aborto. Con una votazione storica,
infatti,
de Represantantes di Città del Messico (la nostra Camera dei Deputati) ha
approvato la legge che permette l’interruzione di gravidanza entro le prime
dodici settimane di gestazione, abolendo i limiti restrittivi e le pene
detentive che prevedeva la normativa precedente. La legge, ispirata dal Partido
de
Revolucion Democratica
migliaia di persone e in primo luogo della Chiesa cattolica che non ha fatto
tardare la sua puntuale, macchiettistica e anacronistica scomunica. Per le
strade della capitale centroamericana continuano le manifestazioni di protesta
degli antiabortisti ma anche i festeggiamenti di chi ha appoggiato l’iniziativa
legislativa del Prd, considerandola come una conquista di civiltà in un paese
ancora soffocato da norme non scritte dettate dalla morale cattolica. Dà conto
delle proteste e delle tensioni (anche in aula) il quotidiano spagnolo El Pais:
Los diputados del Distrito Federal (Ciudad de México) han
trabajado protegidos por más de 400 granaderos (policías antimotines) y
cercados por centenares de grupos opositores, que reclamaban "abortar la
ley del aborto". En el centro histórico de la capital mexicana se
reunieron, lejos unos de otros, grupos que apoyaban la despenalización y
tradicionalistas que la repudiaban.
Particolarmente
ridicola, inoltre, la protesta del gruppo ultraconservatore Pro Vida che ha
utilizzato come testimonial della campagna antiabortista nientepopodimenoche
Gesù Cristo e
Maria
dai tempi della Madonna pellegrina di democristiana memoria che i membri della
Sacra Famiglia di Nazareth non venivano ingaggiati per tour promozionali
politico-culturali. Chissà che ne pensano i diretti interessati… Fatto sta
che il Distretto Federale di Città del Messico ha cambiato una legislazione
retrograda e fuori dal tempo, dando alle donne messicane la possibilità di
decidere liberamente se continuare o meno la gravidanza. Speriamo soltanto che
le folle manovrate ad arte da ultraconservatori e gerarchie ecclesiastiche non
provochino una goffa marcia indietro che rappresenterebbe la sconfitta della
ragione e della libertà nei confronti del bigottismo e dell’arretratezza.


