Ci risiamo: Viktor Yuschenko e Julia Timoshenko hanno una
nuova occasione di mostrare al mondo che la rivoluzione arancione non era stata
una farsa estemporanea ed inutile. Il responso delle urne in Ucraina, secondo
gli exit poll, affida al blocco bianco-arancione un leggero ma decisivo
vantaggio nei confronti dei blu di Yanukovich e dei suoi alleati comunisti.
Il partito della bella
Julia ha ottenuto più del 30% di voti, dimostrando ancora una volta che una
vera svolta occidentale del paese può essere guidata solo da lei. Yuschenko ne
prenda atto, si impegni a cancellare gli screzi degli ultimi tre anni e faccia
fronte comune per arginare Yanukovich e i suoi anacronistici progetti
filorussi. L’Ucraina è pronta a entrare a pieno titolo nel novero delle
democrazie occidentali. L’unico ostacolo è rappresentato proprio dalla
litigiosità dei due leader che 3 anni fa avevano fatto esaltare ed emozionare
il mondo. Tutto ciò che ancora gira nell’orbita di Mosca non ha e non può avere
libertà d’azione. Putin tratta gli alleati della regione come Mosca trattava le
repubbliche vassalle all’epoca della guerra fredda. Per evitare questo
pericoloso ritorno al passato Yuschenko e Timoshenko devono unire le forze. Si
devono rendere conto che da soli non hanno la forza politica ed elettorale per
sconfiggere Yanukovich e traghettare Kiev verso la democrazia e soprattutto
verso Bruxelles.
Nei prossimi giorni, con
la proclamazione ufficiale dei risultati, ne sapremo di più. La speranza di
ogni sincero democratico, tuttavia, è che i dati ufficiali confermino questo
seppur lieve vantaggio dei bianco-arancioni. Sarebbe la seconda (e forse ultima)
occasione che
offre alla giovane e inquieta Ucraina. Se si fallisse anche stavolta le
speranze (e la credibilità) di una ulteriore "rivoluzione"
democratica pacifica sarebbero pari a zero.

