Già non godevano di buona
fama, i cittadini rumeni. Mancava solo l’ultimo rapporto Istat sugli immigrati
regolari a far esplodere un caso che in realtà era già acceso da tempo. Gli
immigrati regolari in Italia sono 2.938.922, con una crescita del 10,1 per
cento rispetto allo scorso anno. Questo dato sarebbe stato sufficiente a
riattivare la xenofobia che alberga in molti dei nostri connazionali. Non si
tratta solo di leghisti, sia ben chiaro. L’Italia non ama lo straniero, anche
se fosse francese o svizzero. Figuriamoci poi se può amare i parenti poveri
dell’Europa orientale o i maghrebini. Ma il dato di crescita degli
extracomunitari in territorio italiano è stato relegato in secondo piano. C’è
qualcosa di ancora più interessante (e strumentalizzabile) nel rapporto Istat:i
nostri nuovi amici comunitari rumeni sono ben 342.200, più del 10 per cento del
dato complessivo. E la crescita della comunità rumena è arrembante: +92,5 per
cento in tre anni. Ecco il dato che ha fatto partire il perverso meccanismo di
xenofobia e generalizzazione razzista. I rumeni sono delinquenti, i crimini
sono aumentati, i rumeni pure. La conclusione è semplicissima: i rumeni vengono
in Italia quasi tutti per commettere reati. In fondo due più due fa quattro,
no? Nei bianchi e immacolati salotti televisivi i politici di casa nostra si
sono subito scontrati nell’ultima edizione del gioco a premi "Caccia al
rumeno", addossando agli ex schiavi di Ceausescu tutte le colpe possibili
e immaginabili. Ma non bastava nemmeno semplificare e mistificare così tanto. I
nostri politici, si sa, vogliono sempre esagerare e quindi si sono spinti
oltre. L’ignoranza colossale che li contraddistingue ha spinto molti a
confondere rumeni e rom, rendendo ancora più lapalissiana l’equazione
crimine=rumeni di cui sopra. Bisognerebbe spiegare ai politici nostrani che non
tutti i rom sono rumeni e, cosa ben più importante, che i rom e i rumeni non sono
tutti criminali. Si può prendere un popolo, una comunità etnica o religiosa, un
gruppo sociale ed etichettarlo in maniera così semplicistica? Allora, mi
chiedo, tutti gli ebrei hanno davvero il naso adunco e vogliono solo far soldi?
Tutti i gay vanno in giro con boa di struzzo e paillettess? Tutti i siciliani
sono mafiosi? No, grazie a Dio. Bisogna stare attenti, dunque, quando si
trasmette all’opinione pubblica un messaggio erroneo e fuorviante che non fa
altro che aumentare l’odio nei confronti di una comunità composta per la
stragrande maggioranza da persone indigenti che vengono in Italia cercando di
vivere dignitosamente. Ma questa vergognosa "caccia al rumeno" cui
prodest? Di sicuro non al nostro paese, poiché creando e alimentando l’odio
cresce anche il rifiuto, l’isolamento, l’emarginazione. E allora sì che i
malcapitati rumeni (molti dei quali preferirebbero vivere bene nel loro paese
piuttosto che essere maltrattati dall’ignoranza italiana) comincerebbero a
commettere reati. Non avrebbero davvero altre strade per vivere. Già oggi hanno
pochissime possibilità di guadagnare onestamente e le prospettive future sono
tutt’altro che rosee. E in fondo la
Romania è ormai membro a tutti gli effetti dell’Unione
Europea, così come la Francia,
la Spagna o la Germania. Cerchiamo
di essere seri, dunque. Parliamo di sicurezza, di immigrazione, fermiamo e
rimandiamo a casa i clandestini senza lavoro che commettono reati, aumentiamo
le misure di sicurezza nelle nostre città, stanziamo più fondi per le forze di
polizia. Facciamo qualsiasi cosa, ma evitiamo di addossare le colpe
dell’inadeguatezza delle strutture che dovrebbero mantenere l’ordine pubblico a
centinaia di migliaia di persone che vogliono soltanto lavorare, mangiare e
crescere bene i propri figli. Altrimenti rischiamo di comportarci come quel
folle imbianchino austriaco che, in mancanza di soluzioni migliori, diede la
colpa dei mali economici e sociali della Germania agli ebrei. Ricordiamo tutti
come andò a finire, vero?