Marini che incontrerà Montezemolo, Mastella e il suo riposizionamento
elettorale, vecchie volpi come Adornato (proprio lui, l’ex Pci) e Sanza che
emigrano nientemeno che nell’Udc. Il vento della Balena Bianca continua a
spirare con forza sui lidi della fragile Italia. Un’Italia che sta morendo.
Resta solo da stabilire se morirà democristiana o meno.
Archive for Gennaio, 2008
Gli
analisti della Cnn, che commentavano in diretta i risultati della Florida, non
sono stati certo teneri con Rudolph Giuliani: "Campagna elettorale
arrogante", "La peggior campagna elettorale del millennio". Però
forse non hanno torto, se è vero come è vero che la strategia dell’ex sindaco
di New York è fallita miseramente fin dal primo ostacolo. McCain ha vinto le
primarie del Gop in Florida, battendo di non molto Romney. Giuliani è lontano,
doppiato da entrambi, già pronto a lasciare la corsa verso
disfatta su tutta la linea, bruciante e umiliante. Una debacle che non è
politica, bensì strategica e di comunicazione. Snobbando le primarie dei primi
Stati, Rudy Giuliani ha perso visibilità mediatica, sperperando il vantaggio
che molti sondaggi gli attribuivano. E ora, dicevamo, sembra che sia pronto a
ritirarsi, facendo confluire i suoi voti su McCain. Di sicuro non è una buona
notizia per il Gop perché la forza comunicativa di Hillary o Obama poteva
trovare un argine, forse, solo con Giuliani. McCain, che politicamente non è
male, c’è da ammetterlo, non sembra avere l’appeal necessario allo scopo. Per
non parlare di Romney, impomatato miliardario ultraconservatore. Intanto si
avvicina il Super Tuesday: e se Giuliani invece decidesse di andare fino in
fondo per vedere come va a finire?
Si può morire di cinema?
Sembrerebbe di sì, almeno a sentire l’interpretazione della morte di Heath
Ledger che danno molti critici cinematografici e osservatori hollywoodiani.
Pare che il giovane Heath si sia troppo immedesimato nel ruolo del Joker, il
cattivo nemico di Batman portato per la prima volta al cinema da Jack
Nicholson. L’attore di Brokeback Mountain, Casanova e Il destino di un
cavaliere, si era calato nella crudele e schizoide personalità del Joker a tal
punto che negli ultimi mesi non faceva altro che guardare film horror e studiare
il Male in tutte le sue forme. Si era isolato, voleva approfondire la cosa più
difficile da approfondire: il perché della malvagità, le sue rappresentazioni,
i mille modi di esplicarsi nella vita. Non dormiva, nemmeno sotto l’effetto di
potenti sonniferi, e l’aveva anche detto nel corso di alcune interviste:
"Durante la lavorazione del film ho pagato un altissimo costo psicologico
ed emotivo".
Cosa è successo, dunque,
a Heath Ledger? Banale fine suicida di una star di Hollywood o maledizione di
un personaggio entrato nelle vene di un ragazzo giovane e di talento? La
seconda ipotesi, seppur interessante, sembra un po’ troppo
"leggendaria". Sicuramente non scopriremo mai la verità ma la
possibilità che un personaggio di fantasia abbia "avvelenato" e
distrutto la vita di un attore ha sicuramente il suo appeal e contribuirà a
creare, ne siamo sicuri, un alone mitico attorno alla figura sfortunata di
Heath Ledger.
Il Senato ha negato la
fiducia al governo e Prodi è salito al Quirinale per rassegnare le dimissioni.
Questa è una buona notizia, inutile negarlo. Oggi è caduto un governo
inefficace, litigioso, inadeguato ad affrontare i mille problemi italiani.
Ora si apre un quadro di difficile comprensione. Elezioni o governo a tempo con
il compito di riformare la legge elettorale? Io punto sulla prima ipotesi.
Questa primavera, a mio modesto avviso, torneremo alle urne. Come? Con quali
schieramenti in campo? Ancora troppo presto per dirlo. Di sicuro ci sarà da
divertirsi.
E’ finalmente arrivato il
SuperTuesday, il giorno della verità (forse) nella corsa verso
negare che la sfida più avvincente è quella che si gioca all’interno del
Partito Democratico. Obama e Clinton hanno condotto queste primarie in maniera
molto diversa ma sicuramente efficace. Hanno rappresentato il nuovo, vero o
presunto poco importa. Hanno saputo presentare all’America nuove sfide, nuovi
obiettivi. Dopo otto anni di bushismo (che al tenutario di codesto blog è
garbato parecchio) è indubbio che gli americani avessero bisogno di una ventata
di novità. Si spiega così, forse, anche l’opaca campagna repubblicana, con
comprimari come Romney e Huckabee venuti alla ribalta e un redivivo McCain
finalmente lanciato verso la nomination. Un discorso a parte meriterebbe
Rudolph Giuliani, che ha completamente toppato la campagna elettorale,
dilapidando in un modo che urla vendetta un vantaggio considerevole
attribuitogli dai sondaggi.
Ma stanotte forse
capiremo chi si affronterà a novembre. Quasi sicuramente McCain (non certo un
custode dell’ortodossia conservatrice) da un lato. E una donna o un
afroamericano dall’altro. Segno, questo, che qualcosa, sulle rive del Potomac,
sta per cambiare davvero.

