Che palle il vento del Nord! Da due giorni non si parla d’altro: ha vinto la Lega, ha vinto il Nord, Berlusconi deve ringraziare il Nord, e baggianate del genere. Sia chiaro: l’Italia settentrionale ha dimostrato, ancora una volta, un attaccamento forte alla Lega in particolare e al centrodestra in generale. Ma il dato elettorale non esaurisce qui la sua prorompente novità. Ci si dimentica, ad esempio, che nel Sud il centrodestra ha strappato al centrosinistra 3 regioni importanti come Abruzzo (con un incremento del 5 per cento dei consensi), Campania (più 8 per cento) e Calabria (addirittura più 10 per cento). Il tutto sommato alla conferma di Puglia e Sicilia.
Perché, dunque, non si parla di vento del Sud? Forse perché conviene a chi ha perso sottolineare la fantomatica influenza leghista sul prossimo governo. Forse perché da sinistra non si vuole ammettere che l’Italia meridionale è stata mortificata e danneggiata dal governo Prodi. Forse perché nessuno vuole rendersi conto che il Sud vuole infrastrutture (a cominciare dal Ponte) e sviluppo, e confida nell’ennesimo tentativo di rivoluzione berlusconiana.
Parliamo del Sud, dunque, e non soltanto dell’avanzata leghista. Il Sud ha scelto. Ora, per favore, non deludetelo di nuovo.


Quale rivoluzione, scusi? Ha letto il programma del Pdl o no? A me sembra che si tratti dell’ennesima riproposizione di cose dette quando le due torri erano ancora in piedi.
Se il PD ha perso al sud è stato principalmente per le orrende performance delle amministrazioni regionali e locali. Loiero, Bassolino, Mastella dicono qualcosa?
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