Il quarto governo Berlusconi è da pochissimi giorni nel pieno delle sue funzioni. Dopo la vittoria larga alle ultime elezioni, il Cavaliere ha voluto formare un esecutivo di fiducia, con uomini a lui vicini, in modo tale da non dover perder tempo in continue ed estenuanti mediazioni. Ventuno ministri (12 con portafoglio e 9 senza), 38 sottosegretari. E’ il governo più "snello" della storia repubblicana. Da oggi monitorerò periodicamente l’attività dei 21 ministri e del presidente del Consiglio, attraverso un voto (metodo sempliciotto ma sempre efficace) e una breve analisi sul loro operato. Ovviamente questa prima "puntata" dell’Osservatorio sul governo del Megafono ha pochi elementi pratici su cui basarsi. Però i neoministri non sono certo venuti dalla Luna pochi giorni fa. Hanno già fatto politica, sono noti, così come sono note le loro posizioni. Cominciamo con Berlusconi e i 12 apostoli… ehm… ministri con portafoglio. Buona lettura.
Silvio Berlusconi
Presidente del Consiglio
Voto 7
Il Cav. è cambiato. Oppure vuole farcelo credere. Più misurato, meno showman del solito, Berlusconi ha capito che è la sua ultima occasione e vuole rimanere a tutti i costi nella storia del nostro Paese. Anche il clima nei suoi confronti è cambiato. Il dialogo veltroniano ha giovato più a lui che al suo ideatore e ora Silvio IV da Arcore vuole dimostrare di non essere un demonio intrallazzone. Se riuscirà nel suo intento sarà un bene per il Paese. In caso contrario… avanti il prossimo!
Roberto Maroni
Ministro dell’Interno
Voto 6
Sarò anche prevenuto ma sinceramente vedere un leghista al Viminale mi fa un po’ rabbrividire. Che si tratti del leghista meno imbarazzate cambia poco. Vivo nel terrore di un’invasione del Viminale da parte di una moltitudine incazzata di esserini verdi. Un po’ come le cavallette in Egitto. Ma almeno quelle non parlavano bergamasco. Sei di incoraggiamento, sperando di non dover cambiare idea quanto prima.
Franco Frattini
Ministro degli Esteri
Voto 6,5
L’eterno enfant prodige sembra poter finalmente spiccare il volo. Per alcuni è un politico sottovalutato, per altri un uomo furbo che sa come muoversi. Gli anni a Bruxelles potrebbero aver accentuato la sua indole da burocrate fumoso. Ma Berlusconi si fida di lui. E noi, tendenzialmente, pure. Staremo a vedere.
Maurizio Sacconi
Ministro del Welfare
Voto 7,5
Abituati come siamo alla politica spettacolo, un ministro come Sacconi rischia di apparire scialbo e inconsistente. L’aria da placido impiegato del catasto non giova certo alla sua immagine, ma la competenza e la serietà ne fanno, almeno per quanto mi riguarda, il miglior ministro (almeno potenzialmente) di questo governo. Ha detto che continuerà il lavoro di Marco Biagi. Speriamo che Scajola non lo reputi un rompicoglioni.
Angelino Alfano
Ministro della Giustizia
Voto 4
Con questo nome da piccola peste e il viso da chi ne sa una più del Diavolo, Angelino sbarca a via Arenula tra la diffidenza generale. Esperienza nel settore: nessuna. Prestigio politico: nessuno. Ma è un berlusconiano di ferro, e il Cav. stavolta non vuole rischiare passi falsi. Voto basso ma ci piacerebbe cambiare idea. Per adesso, comunque, è il vero ministro ombra. L’ombra di chi? Indovinate un po’…
Giulio Tremonti
Ministro dell’Economia
Voto 5
Rieccolo. Il professorino dalla erre moscia si riprende il suo giocattolo di via XX settembre ed è più agguerrito che mai. Continuare a definirlo liberista sarebbe una stronzata colossale. Tremonti vuole i dazi doganali, critica il non meglio identificato "mercatismo", scrive libri dal titolo papale ("La paura e la speranza"). "Chi siete? Cosa volete? Cosa portate? Un fiorino!"
Claudio Scajola
Ministro dello Sviluppo Economico
Voto 5,5
Il vero "rieccolo" della Seconda Repubblica è lui. Ottimo organizzatore, meno efficace come ministro. Ministo dell’Interno nei giorni del G8 di Genova, dopo aver definito Marco Biagi "un rompicoglioni" il buon Claudio si era eclissato per poi ricicciare come ministro per l’Attuazione del Programma (un Santagata qualsiasi, insomma). E ora, anni dopo, torna in un ruolo che pesa. Vedremo.
Mariastella Gelmini
Ministro dell’Istruzione
Voto 7
Sembra davvero una maestrina di scuola materna, o meglio ancora un’insegnante di catechismo. Con quel nome, poi. Ma la Gelmini potrebbe essere davvero la sorpresa di questo governo. Sembra sia preparata e capace e ha già detto due o tre cose niente male. Dopo Letizia Moratti, viale Trastevere ospita un’altra donna che si veste malissimo. Sarà una maledizione?
Ignazio La Russa
Ministro della Difesa
Voto 6,5
Finalmente il mefistofelico Ignazio ha avuto la sua meritatissima poltrona! Dopo decenni di battaglia in Parlamento, Fini premia il suo colonnello più fedele. E, ovviamente, il colonnello si occuperà delle truppe. Negli anni Settanta il filone erotico-comico-militare andava forte. La Russa, con trent’anni di ritardo, potrebbe rinverdire i fasti di Lino Banfi e Nadia Cassini. Scherzi a parte, Ignazio ci piace e siamo certi che, tra una festa vip e l’altra, troverà il tempo per essere un ottimo ministro.
Luca Zaia
Ministro delle Politiche Agricole e Forestali
Voto 3
Oh Signore, ma chi è? Faccia da contadinotto della Bassa, abbigliamento imbarazzante da vaccaro, Luca Zaia fa il suo ingresso nella politica che conta interpretando il ruolo dell’agricoltore nordico. Non sappiamo molto di lui e, detto in maniera chiara, avremmo preferito non sapere nemmeno che esisteva.
Stefania Prestigiacomo
Ministro dell’Ambiente
Voto 7
E’ una delle nostre preferite. E non perché è bella, sia chiaro. Stefania Prestigiacomo è un ottimo politico in un corpo di indossatrice, e il problema è tutto lì. Sottovalutata, sfottuta, infangata da pettegolezzi di bassissima lega, negli ultimi anni hanno provato in tutti i modi a stroncarle la carriera. Ma lei, mai doma, è ancora lì, tra una crisi di pianto in consiglio dei ministri e un coraggioso endorsement pro-Micciché contro l’imbarazzante duo Cuffaro-Lombardo. E’ la donna, a quanto pare, delle battaglie perse (quote rosa, legge 40, candidature in Sicilia) ma come le combatte lei non le combatte nessuno. Vai Stefi!
Altero Matteoli
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Voto 5
Sembra sempre incazzato, il buon Altero. Non ride mai, ogni volta dà l’impressione di aver avuto una pessima giornata. E poi, diciamocelo, non ha una dialettica notevole. Ogni suo discorso, magari condivisibile nei contenuti, arranca tra lapsus e incartamenti. Dopo essersi occupato per anni di Ambiente (a che titolo non si è mai saputo) viene promosso sul campo e si occuperà di autostrade, tav, tunnel e ponti. A conferma che con l’ambiente, il toscano nero, non c’entrava una mazza.
Sandro Bondi
Ministro dei Beni e Attività Culturali
Voto non classificato
Dulcis in fundo, ecco don Sandro. Il curato di campagna, il poeta, l’animo gentile innamorato del Cav., l’ex comunista ora pio e fervente cattolico, è diventato nientepopodimenoche ministro della Cultura. Lo attende un compito quasi impossibile: convincere l’intellighentsia di sinistra che Berlusconi è buono e non ce l’ha con nessuno. Poi penserà al cinema, ai monumenti e a tutto il resto. Però ho il terrore di assistere al Festival del Cinema Religioso oppure, che ne so, alla Rassegna di Poesia Berlusconiana. Brrr.

