Noti giornalisti, scrittori affermati, leader politici: sono tutti su Facebook, il sito di social network che ha conquistato la Rete. Cosa spinge Roberto Cotroneo, ad esempio, a mostrare in anteprima la copertina del suo prossimo romanzo ai suoi "amici" di Facebook? In un paese come l’Italia in cui la cultura è snob ed elitaria, il fenomeno è ancora più interessante. Internet, e questo lo sapevamo già, ha aperto le porte della conoscenza al grande pubblico. Ma la novità, oggi, è che i "produttori" di cultura non hanno resistito all’identico processo. Sono stati attratti e imprigionati dal Web, ne apprezzano le potenzialità e vogliono essere protagonisti (forse interessati) di questa rivoluzione.
Facebook è l’ultima frontiera della condivisione di interessi su Internet. I blog, che fino a un paio di anni fa credevamo invincibili, oggi arrancano, non riescono a stare al passo con uno strumento così multiforme come il "libro delle facce". Ma nemmeno questa è l’ultima tappa del processo. Quasi sicuramente tra poco qualcosa soppianterà Facebook e così via, ad libitum. Perché ormai è chiaro che il progresso tecnologico è ancora lontano dal suo esaurimento naturale. Ed è splendido che sia così.

